
Sicilia · escursionismo
Dove si cammina in Sicilia, con i dati giusti.
Riserve, monti e sentieri con gli accessi reali, le tracce GPX scaricabili e i dislivelli calcolati dai dati aperti. Niente numeri copiati da un blog all’altro.
Berthold WernerCC BY-SA 4.0Wikimedia Commons
Da verificare prima di partire
La fase operativa del sistema di allertamento ETNAS cambia nel giro di giorni e qui non la pubblichiamo: va letta la mattina stessa sugli avvisi del Dipartimento regionale di Protezione Civile. Quello che conta sapere prima è cosa comporta. Dall’agosto 2025 le regole si riferiscono a due perimetri: la Zona Sommitale, che comprende i crateri, l’alta Valle del Bove fino a 1700 metri e le zone indicativamente sopra i 2500, e al suo interno la Zona a Pericolosità Permanente, che ha preso il posto della vecchia zona gialla. In fase di preallarme la Zona a Pericolosità Permanente è vietata a chiunque, guide comprese; in fase di allarme è vietata l’intera Zona Sommitale, con evacuazione immediata. I divieti scattano con l’avviso, senza bisogno di una nuova ordinanza, e nelle zone interdette la guida non fa differenza. In fase di attenzione vale l’ordinanza del comune da cui si sale, e le ordinanze non sono uguali fra loro. Nicolosi (n. 3 del 16 febbraio 2025) ammette l’escursione libera nella Zona Sommitale sui percorsi segnalati e richiede la guida abilitata nella zona dei crateri. Belpasso (n. 135 del 10 agosto 2026) chiede la guida nella zona dei crateri, impone il casco a chiunque frequenti le quote alte e vieta di avvicinarsi a meno di 50 metri dalle colate attive. Entrambe vietano di avvicinarsi a meno di 300 metri dal Cratere di Sud-Est; sul versante nord Castiglione di Sicilia ne prescrive 500. Nessuna delle ordinanze recenti fissa un tetto di quota. Prima di salire va letta l’ordinanza più recente del versante scelto.
Un incendio nel luglio 2025 ha colpito una parte significativa della riserva, che è rimasta chiusa a lungo. La riserva ha riaperto il 14 marzo 2026 dal solo ingresso sud, e dal 9 maggio 2026 anche dall’ingresso nord. Oggi sono percorribili l’intero sentiero costiero e il sentiero di mezza costa, mentre il sentiero alto non compare fra i percorsi fruibili e l’uso dei bivacchi è sospeso. La riserva è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 19. Prima di partire va controllata la cartina aggiornata sul sito dell’ente, dove i percorsi aperti sono segnati in rosso.
Dopo l’incendio del 25 luglio 2025 la riserva è rimasta chiusa. Il Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale ha riaperto il 1 maggio 2026 i sentieri Scaletta Cofano e Baglio Cofano, e dal 10 giugno 2026 l’intero Sentiero del Mare fra l’ingresso di Cornino e quello di Frassino. Il sentiero di vetta non compare fra quelli riaperti e risulta ancora interdetto: va verificato con l’ente gestore prima di programmare la salita.
Dal maltempo dell’autunno 2021 l’ingresso di Ponte Diga, in comune di Cassaro, è stato interdetto: sulla strada d’accesso è crollato il ponte sul torrente Mascà, e il tracciato della ex ferrovia non si è più potuto fare da capo a capo. Al fondovalle si arriva dall’ingresso Fusco di Sortino, oppure dalla SR11 con i sentieri Anaktoron e Sella di Filipporto. Da settembre 2026 l’ente gestore organizza navette gratuite su prenotazione, verso l’ingresso Fusco di Sortino nei giorni dispari e verso l’ingresso Ponte Diga di Cassaro nei giorni pari. Prima di partire va chiesto all’ente se il tracciato è percorribile da capo a capo o solo come andata e ritorno.
Il sentiero Scala Cruci, chiuso dall’incendio del giugno 2014, è stato riaperto nell’agosto 2024 dopo i lavori di messa in sicurezza. Con la riapertura è stato introdotto un biglietto d’ingresso, acquistabile alle biglietterie del Belvedere di Avola Antica, di Carrubella e di Stallaini, e valido in giornata da qualsiasi ingresso. La riserva può chiudere anche in giornata quando la Protezione Civile regionale emette un avviso di allerta, per pioggia o per rischio incendi: le chiusure sono pubblicate sul sito dell’ente, nella pagina delle chiusure.
L’ente segnala con avviso del 13 settembre 2026 che l’ingresso Calamosche è momentaneamente chiuso per la caduta di un albero sulla strada di accesso. Gli altri quattro ingressi non sono interessati, e il biglietto vale da qualsiasi ingresso. Prima di partire va controllata la home page dell’ente, dove viene comunicata la riapertura.
Nei periodi di alto rischio incendio le riserve naturali possono chiudere senza preavviso, anche in giornata. Vale in particolare per Zingaro, Monte Cofano e le riserve del sud-est. Gli avvisi di allerta sono pubblicati dalla Protezione Civile della Regione Siciliana.
Un decreto dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente dell’ottobre 2025 ha aperto all’introduzione di cani al guinzaglio su sentieri e zone specifiche delle aree protette, parchi e riserve. I sentieri ammessi però li individua ciascun ente gestore: la regola non è automatica e non vale ovunque. Resta il divieto nelle zone A dei parchi e delle riserve integrali e nelle zone dove l’accesso del pubblico non è consentito, salvo deroghe motivate e nominative che l’ente gestore può concedere entro i limiti delle linee guida regionali. Alla Riserva dello Zingaro il regolamento pubblicato vieta i cani anche al guinzaglio.
Le aree
La Sicilia escursionistica non è una sola. Ogni area ha la sua stagione, il suo terreno e i suoi vincoli.
AreaIl vulcano attivo più alto d’Europa si cammina su tre versanti diversi, ognuno con la sua stagione e le sue regole. Qui trovi da dove si parte, cosa si vede e cosa serve sapere prima.
AreaFaggete, doline carsiche e la seconda vetta della Sicilia. Le Madonie sono l’area dove l’escursionismo siciliano somiglia di più a quello alpino, neve compresa.
AreaIl parco più grande dell’isola, e il meno frequentato. Boschi fitti, laghi d’alta quota e i cavalli sanfratellani allo stato brado.
AreaFalesie a picco, calette raggiungibili solo a piedi e la prima riserva istituita in Sicilia. Qui si cammina sul mare, letteralmente.
AreaCanyon scavati nella roccia calcarea, tombe preistoriche a migliaia e pantani costieri pieni di fenicotteri. Il sud-est è la Sicilia meno alpina e più sorprendente.
AreaLe colonne di basalto scavate dal fiume, e dietro una dorsale poco battuta che corre fino allo Stretto di Messina.
AreaIl gruppo montuoso meno frequentato dell’isola e una costa di dune protette. Sentieri poco battuti, segnaletica scarsa, quasi nessuno in giro.
AreaMonte Pellegrino, Capo Gallo, la Ficuzza. Palermo è una delle poche città italiane da cui si va a camminare in autobus.
AreaVulcani attivi, montagne che escono dal mare e sentieri di crinale. Le isole hanno il trekking migliore della Sicilia e quasi nessuno lo cerca.
I luoghi con la scheda completa
Accessi, parcheggi, acqua e ombra, con la data dell’ultima verifica in chiaro.
RiservaSette chilometri di costa senza strade, sette calette e tre sentieri a quote diverse. Come si entra, da quale lato conviene, quanto ci vuole davvero.
RiservaColonne di basalto su pareti che superano i venti metri, e acqua fredda in ogni stagione. Come si scende, quali sono i due accessi e perché il trekking vero sta fuori dalla gola.
RiservaUna forra con pareti che superano i 250 metri e laghetti smeraldo sul fondo. La discesa è ripida, la risalita è la parte dura, e la riserva chiude facilmente.
RiservaPantani salmastri, una tonnara in rovina e la spiaggia di Calamosche. Il percorso è pianeggiante e questa è l’unica riserva siciliana che funziona bene con i bambini piccoli.
RiservaCinquemila tombe scavate nelle pareti di una forra, e un percorso pianeggiante sul tracciato di una ferrovia dismessa. Patrimonio UNESCO, e quasi nessuna salita.
RiservaIl complesso forestale più esteso della Sicilia occidentale, tre quarti d’ora da Palermo, ai piedi della Rocca Busambra. Grande, fresco e sorprendentemente poco frequentato.
Percorsi con file GPX
Distanza, dislivello e quote calcolati dalla geometria e dal modello del terreno.
Un sentiero CAI sul promontorio di San Vito lo Capo, sotto Monte Monaco, che scende al mare a Cala Firriato. Sta fuori dalla Riserva dello Zingaro, qualche chilometro più a nord.
Un percorso breve e ombreggiato sul vecchio tracciato ferroviario di Ficuzza, a meno di un’ora d’auto da Palermo. Si torna per la stessa strada. Il percorso giusto per una prima uscita.
La pista che sale verso l’area sommitale del vulcano, oltre i tremila metri. Nella zona dei crateri attivi si entra solo con una guida autorizzata, e con il vulcano in preallarme non si entra affatto.
La sterrata che gira sui versanti ovest e nord dell’Etna, da Piano Vetore a Piano della Pernicana, fra 1.400 e 1.900 metri. Il modo migliore di camminare a lungo sul vulcano restando, in condizioni normali, sotto la Zona Sommitale.
Una salita breve e ripida dal paese di Santa Marina Salina al rifugio di Serro Capo, sulle pendici dei monti che culminano nella Fossa delle Felci, la cima più alta delle Eolie. La traccia non arriva in vetta.
Un sentiero CAI breve che dal bordo dell’altopiano scende verso l’alto corso del Cassibile, a monte dei laghetti principali di Cavagrande. Poco dislivello, ma tutto da risalire al ritorno.
Le domande che si fanno tutti
Qual è il periodo migliore per fare trekking in Sicilia?
Marzo e aprile. In quei due mesi le temperature stanno fra i quindici e i venticinque gradi, la macchia è in fiore e le sorgenti hanno ancora acqua. Ottobre e novembre sono la seconda finestra, meno conosciuta e altrettanto buona. L’estate è il periodo di massima affluenza ma non di massima praticabilità: sulle coste calcaree senza ombra, dopo le undici del mattino, camminare diventa un problema di sicurezza.
Ci sono percorsi ad anello in Sicilia?
Pochi. La rete siciliana deriva in gran parte dalle trazzere della transumanza e dalle piste forestali, che collegavano due punti diversi, e le riserve costiere sono strisce strette in cui l’anello non ci sta. Gli anelli si trovano soprattutto sulle piste forestali dei Nebrodi e della Ficuzza e attorno ai promontori isolati come Monte Cofano.
Serve una guida per salire sull’Etna?
Dipende dal comune da cui si parte e dallo stato del vulcano: le ordinanze recenti non fissano più un tetto di quota. Dall’agosto 2025 contano due perimetri: la Zona Sommitale, indicativamente sopra i 2500 metri, dove in fase di attenzione si cammina senza guida sui percorsi segnalati, e al suo interno la Zona a Pericolosità Permanente attorno ai crateri attivi, dove si entra solo con una guida alpina o vulcanologica abilitata. A questo si somma il sistema di allertamento ETNAS: in preallarme la zona dei crateri è vietata a chiunque, in allarme l’intera Zona Sommitale, e la guida non fa differenza.
Si può camminare in Sicilia senza macchina?
In parte. Palermo è il caso migliore: Monte Pellegrino si raggiunge con l’autobus urbano, e il Bosco della Ficuzza è sulla linea extraurbana Palermo–Corleone, con pochissime corse, da verificare con il vettore prima di contarci. L’Etna sud ha un autobus giornaliero da Catania. Sulle isole l’auto non serve. Per il resto, da Cavagrande alle Madonie, serve un mezzo proprio.
Che terreno si trova sui sentieri siciliani?
Quattro terreni diversi che chiedono comportamenti diversi: calcare costiero chiaro, che riflette il sole e in discesa scivola; sabbia vulcanica e lava sull’Etna, cedevole e abrasiva; altopiano carsico sulle Madonie, con doline e orientamento difficile; piste forestali larghe e facili nei Nebrodi e alla Ficuzza.
Quanta acqua serve per una camminata in Sicilia?
Come minimo due litri a persona per mezza giornata in ambiente costiero fra maggio e settembre, tre se il percorso supera le quattro ore o è privo di ombra. Sono minimi: in condizioni calde si perdono fra mezzo litro e un litro all’ora. Nelle riserve siciliane non ci sono punti di rifornimento affidabili.
C’è la neve in Sicilia?
Sì, da dicembre a marzo sulle Madonie, soprattutto attorno a Piano Battaglia, dove ci sono tre impianti di risalita, e sull’Etna. Sull’Etna però funziona solo il versante nord: la stazione di Etna Sud è ferma dal 2017.
Da dove vengono i dati di questo sito?
Le geometrie dei percorsi da OpenStreetMap, con licenza ODbL e attribuzione ai contributori. Quote e dislivelli sono calcolati interrogando un modello digitale del terreno aperto, non trascritti da altre fonti. Tariffe, orari e stato dei sentieri li pubblichiamo solo se verificati alla fonte, con la data della verifica in chiaro.
Le guide
Stagioni, caldo, regole d’accesso, soccorso. Le cose che valgono per tutta l’isola.
GuidaLe cascate siciliane si visitano soprattutto d’estate, quando quasi tutti i torrenti sono al minimo. Laghetti e cascate luogo per luogo: acqua, bagno, accesso.
GuidaOttobre e novembre sono la seconda finestra buona dell’anno, e quasi nessuno la usa. Ma l’autunno non è la primavera al contrario: c’è una variabile in più, la prima pioggia.
GuidaLa stagione buona per il trekking siciliano non è l’estate, e non è la stessa per tutta l’isola. Mese per mese, cosa funziona e cosa no.
GuidaNell'estate 2023 le tre città siciliane con un sistema di allarme sanitario hanno contato 37 giornate al livello massimo, e 31 sono cadute in luglio. L'estate dopo, due di quelle tre non ne hanno avuta nessuna. Non esiste un'estate siciliana tipo: esiste un giorno da leggere.
GuidaQuali percorsi funzionano davvero con i bambini piccoli, quali sono spacciati per facili e non lo sono, e cosa cambia rispetto alla montagna del nord.
GuidaLe escursioni siciliane raggiungibili con i mezzi sono poche e si contano una per una, ma senza auto si sblocca il percorso lineare, che con la macchina non si può fare.
Il passo successivo
Non sai da dove partire?
Quattro domande — quanto cammini, quanto tempo hai, se hai la macchina, in che stagione — e ti diciamo quali percorsi ti corrispondono, con il motivo di ogni proposta.